CAMPIONE del GARDA
Studi recenti

Daniele Andreis
LIMONAIE A TREMOSINE
Storie di pietre dimenticate
Roè Volciano, Tipolitografia Gardesana, 2006
16 pp. ill., cm 15 x 21
Premessa
Queste note costituiscono un contributo inedito all'ampio panorama di studi dedicati alla coltivazione degli agrumi in area gardesana. In particolare, l'interesse per la singolarissima vicenda di Campione si accresce nel momento in cui pare finalmente prendere forma un nuovo insediamento, che ridarà vigore a questa frazione del comune di Tremosine. L'auspicio è che ciò avvenga nel maggiore rispetto possibile dell'ambiente e della storia del luogo, con il mantenimento di buona parte delle strutture originarie, l'inserimento armonico delle nuove architetture e l'attrattiva di un turismo originale e consapevole.
Recensioni
- Limonaie a Tremosine
Sarebbe in errore oggi chi credesse che la cosiddetta Riviera dei Limoni si riferisca ai soli paesi lacuali dell’Alto Garda (Salò, Gardone Riviera, Toscolano-Maderno, Tignale, Limone sul Garda), i cui territori si ornarono delle endemiche serre atte all’agrumicoltura escludendo Tremosine, il paese più alpino. Una recente ricerca del giovane Daniele Andreis (Limonaie a Tremosine, Biblioteca Civica di Tremosine, 2006) dimostra, documenti alla mano, che anche in detto territorio si coltivarono i pomi d’oro. E se alla Pieve la “limonaia” ebbe vita relativamente effimera e i suoi frutti destinati per lo più ad un uso familiare, ben più consistente ed antica fu quella di Campione di Sopra (la lingua di terra a nord del torrente San Michele, da sempre pertinente a Tremosine). Essa infatti risulta citata in documenti cartacei fin dal sec. XVI ed è ancora visibile in loco qualche reperto: quel poco che è rimasto dopo essere stata oltraggiata dalla superba costruzione del Meandro, la nota statale Gargnano-Riva. Questa interessante e certosina ricerca storica di Daniele (raro incontrare un ragazzo così innamorato del suo territorio, della sua lingua e della sua gente) ci appare, talvolta, come una caccia al tesoro in quanto, nello scorrerla, si ha l'impressione che egli sia andato alla caccia, in un virtuale albero genealogico tremosinese, di un avo aristocratico e valoroso atto a nobilitarlo. E i "giardini di limoni" che ha riscoperto e pubblicizzato sono davvero dei preziosi gioielli, sono la bandiera stessa della nostra comunità alto benacense. [ORESTE CAGNO in "EN PIASA". Periodico gargnanese di informazione, attualità e cultura, n. 49 - estate 2006, p. 6]