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Studi recenti

Daniele Andreis

TREMOSINE NELLA STORIA

Voci, personaggi, vicende vol. I

Arco, Grafica 5, 2008 

368 pp. ill., cm 17 x 24

 

Premessa 

«Con uno stecco inchiostrato segnò ogni cosa col suo nome: “tavolo”, “sedia”, “orologio”, “porta”, “muro”, “letto”, “casseruola”. Andò in cortile e segnò gli animali e le piante: “vacca”, “capro”, “porco”, “gallina”, “manioca”, “malanga”, “banano”. A poco a poco, studiando le infinite possibilità del dimenticare, si accorse che poteva arrivare un giorno in cui si sarebbero individuate le cose dalle loro iscrizioni, ma non se ne sarebbe ricordata l’utilità. Allora fu più esplicito. Il cartello che appese alla nuca della vacca era un modello esemplare del modo in cui gli abitanti di Macondo erano disposti a lottare contro la perdita della memoria: “Questa è la vacca, bisogna mungerla tutte le mattine in modo che produca latte, e il latte bisogna farlo bollire per aggiungerlo al caffè e fare il caffelatte”». In quel villaggio sperduto tra le paludi della foresta colombiana si arrivò a mettere un grande cartello nella strada centrale, che diceva: «Dio esiste». In Cent’anni di solitudine Gabriel Garcìa Marquez racconta di un microcosmo arcano in cui il confine fra i vivi e i morti non è più così nitido, e ai vivi è dato il dono tragico della chiaroveggenza. Nel segno di Adamo che «impose i nomi a tutto il bestiame, a tutti i volatili del cielo e a tutte le fiere della steppa», Aureliano preparò etichette per non dimenticare l’uso di un incudine e l’esistenza di Dio: un sistema che esigeva sollecitudine e forza morale, e che aveva prospettive di successo... qualora non si fossero dimenticati anche i valori delle lettere scritte! In tutte le case erano presenti segni per ricordare gli oggetti e i sentimenti. Tuttavia, per leggere una realtà che sembrava sfuggire senza rimedio occorreva molto altro che una macchina della memoria, e molto più di una delega a un pezzo di carta. La storia, prima di essere pagina stampata o polveroso fascicolo d’archivio, è vita reale. Tutto ciò che ci circonda parla di noi, delle nostre ambizioni, delle nevrosi, del bisogno di spiritualità. La storia quotidiana esige allora una partecipazione più cosciente e responsabile. «Questa ragnatela di è, fu e sarà» pretende un impegno plurale. Il lavoro che presento è una minuscola etichetta da apporre sulla spiaggia di Campione, nella Forra di Brasa e a Cimaporto, tra una lapide spezzata e gli altari senza nome di una chiesa. Ma occorre chi ne colga il senso e la riconosca parte di sé. Diventa un’onda che rigenera memoria solo nel momento in cui qualcuno vi getta un sasso; altrimenti rimane l’inservibile cassa di uno strumento senza corde. Quanto al contenuto, il volume presenta alcune vicende storiche riguardanti Tremosine dall’Altomedioevo al secondo Dopoguerra. Si tratta di note d’archivio e di testimonianze orali strutturate in forma di articolo e saggio breve, per lo più comparse su periodici locali tra gli anni 2004 e 2008, ma recentemente riviste e integrate. Delle tre sezioni di cui si compone l’opera, le Segnalazioni vogliono offrire alcuni spunti agli specialisti per un approfondimento ulteriore. Sotto il nome di Strumenti vengono invece riportati scritti inediti di interesse locale, che rappresentano anche il suggerimento metodologico di una costante lettura critica delle fonti. Apriamo dunque i cassetti della memoria, con le fotografie sbiadite di genitori e amici, dei nonni severi con i pastrani in bella mostra. Ricordiamo, perché ieri nascevamo in un letto di paglia, ieri abbiamo sudato il sangue per un braccio di bosco in più da coltivare, ieri siamo morti sotto le bombe. E domani?

 

 

Sommario

- RICERCHE

            - Limonaie a Tremosine. Nuovi ritrovamenti

            - «In preda dell’onde». La chiesa di San Girolamo a Campione del Garda

            - La caverna di Vulcano. Antiche fucine a Campione del Garda

            - La fede che salva. Le sacre reliquie custodite nelle chiese tremosinesi

            - Il sagrato di Pieve e la porta di San Cristoforo. Fonti d’archivio a supporto dei saggi di scavo

            - Domenico Corbellini e Gaspare Turbini. Due architetti per Campione del Garda

            - L’altare di San Giuseppe. La Sacra Famiglia e altre opere inedite di Giovanni Battista Avrera

            - Unde origo inde salus. Da Venezia a Tremosine: la Madonna della Salute

            - Giovanni Zantedeschi. Medico e botanico insigne tra i secoli XVIII e XIX

            - Te rogamus, audi nos. Processioni a Tremosine tra i secoli XIX e XX

            - L’«Angelo» del cimitero. Un’opera di Angelo Landi a Tremosine

            - Una lapide per ricordare. Inaugurandosi la strada di Tremosine

            - La Grande Guerra. Don Giuseppe Giovanelli e i segni della presenza francese sul Garda

            - In morte di un fratello. Riccardo Cozzaglio a Gabriele d’Annunzio

            - «Nell’oscura val Tignalga». 29 aprile 1945: ricordi e testimonianze

            - Fuochi rituali a Tremosine. Fuochi di festa e vita quotidiana di una comunità

            - Cognomi e soprannomi. Appunti per un’indagine antroponimica a Tremosine

- SEGNALAZIONI

            - Di alcuni frammenti scultorei inediti

            - Da Pregasio a Campione: l’antico sentiero del Salto

            - Uno stendardo di Giovanni Andrea Bertanza

            - Due portali «gemelli» a Tremosine e a Gardone Riviera

- STRUMENTI

            - Studi etimologici di Tremosine. Un manoscritto di don Giovanni Varina

- INDICE DEI NOMI

- INDICE DELLE ATTRIBUZIONI

- BIBLIOGRAFIA

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